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    February 23

    ...CaPaReZzA...

    Ricomincio da Capa.
    Il rapper che rinnegò l'hip hop dopo essere stato da questi rinnegato. CapaRezza, aka Mikimix, al secolo Michele Salvemini da Molfetta (Bari), nato il 9 ottobre 1972, è un MC pugliese dalla doppia carriera: ancora oggi i suoi trascorsi costituiscono una frattura nella scena hip hop italiana, che per lungo tempo lo ha accusato di aver sminuito l'immagine della street culture con un rap banale e facilone.
    Sembra passata una vita dal 1996, quando il sedicente rapper Mikimix si affaccia sulla scena musicale italiana: partecipa al Festival Di Sanremo con la canzone "E La Notte Se Ne Va", pubblica per la Sony un album intitolato "La Mia Buona Stella" e affianca Paola Maugeri alla conduzione di un programma televisivo musicale su una rete privata. Non proprio il massimo della coerenza per uno che dice di ispirarsi nientemeno che a un thug come Tupac Shakur.
    Ma questa è acqua passata, la rinascita è dietro l'angolo: millennio nuovo, vita nuova. Michele Salvemini ripudia in blocco il passato e, quasi a voler cancellare ogni traccia di legame con gli errori di gioventù, si fa crescere capelli e pizzetto e cambia nickname attingendo dal suo dialetto d'origine (CapaRezza, in molfettano, significa testa riccia). In sostanza, cambia attitudine nei confronti della musica.
    Nella sua città natale mette in piedi uno studio di registrazione che offre la possibilità ai giovani rapper della zona di esercitarsi e realizzare i loro pezzi. Quattro anni dopo torna a calcare il palcoscenico con il nuovo album "Caparezza?!" per la ExtraLabels, una costola editoriale della Virgin della cui scuderia fanno parte anche i Flaminio Maphia e i Casa Del Fico, conterranei di Michele.
    L'estrazione è ancora quella rap, ma solo in parte. Nel senso che le basi musicali sono quelle, ci sono i versi, la rappata anche, ma più che un album di matrice hip hop "CapaRezza?!" è un progetto musicale indipendente. Lo stesso titolo del disco è molto significativo: con questo lavoro il pugliese si rimette completamente in discussione, cercando di chiarire agli altri, ma prima di tutti a se stesso, la sua vera identità musicale e culturale.
    Le track - che culminano con il singolo "Tutto Ciò Che C'è", pezzo prodotto e arrangiato alla perfezione - contengono testi divertenti e spesso originali, in cui si sente l'influenza reggae e drum'n'bass. Alla fine l'album ottiene un discreto successo commerciale: i puristi possono anche storcere il naso, ma il disco risulta gradito (e non è affatto un delitto) a chi è più estraneo al mondo del rap.
    Dopo l'intervento USA in Iraq, nel marzo 2003 CapaRezza pubblica "Follie Preferenziali", un brano-invettiva contro tutte le guerre e la rassegnazione passiva a subirle. Per stato di necessità la canzone diventa di conseguenza il primo estratto del secondo album dell'artista pugliese, "Verità Supposte" (pubblicato sempre per ExtraLabels), e anticipa il vero singolo apripista, "Il Secondo Secondo Me" (con videoclip girato a Milano) che si avvale della collaborazione, come per gli altri brani del CD, del produttore Carlo U. Rossi, cercato e voluto dallo stesso CapaRezza.
    Nel 2004 escono altri due estratti, "Fuori Dal Tunnel" e "Vengo Dalla Luna", che diventano dei veri e propri tormentoni. Nonostante il successo CapaRezza dichiara più volte di sentirsi un po' infastidito dal fatto che le due canzoni siano arrivate alla maggior parte della gente solo per la loro orecchiabilità e non per i testi, che affrontano temi seri e importanti. Nel 2005 viene pubblicato il DVD "In Suppostas Veritas": due ore di musica, cabaret e tanto altro. Ma oltre a fare il cantante solista, CapeRezza è una sorta di talente scout per le band della sua terra e fa parte del gruppo Sunny Cola Connecton. La band canta in dialetto molfettese e il suo primo album, "Alla Molfettesa Manera"
    Ma all'anticonformista CapaRezza il mondo dello showbiz va stretto e così torna nella sua Molfetta, si chiude nel garage e inizia a scrivere. Il risultato di più di un anno di ritiro dalle scene è "Habemus Capa", la sua terza prova discografica. L'album è una sorta di concept che viene definito dallo stesso autore come un "disco postumo di un cantante ancora in vita": i brani descrivono il percorso che dalla morte (ancora presunta e più che altro simbolica) dell'artista arriva fino alla sua rinascita. Il primo singolo è "La Mia Parte Intollerante" che presenta il nuovo CapaRezza, quello che vuole uscire dal tunnel del tormentone.
     
    February 16

    ...IL GIORNO PIù BELLO DELLA MIA VITA...

    Questa sarà una di quelle giornate che ricorderò per il resto della mia vita...ero passata all'alpheus per cercare di prendere i biglietti del concerto di caparezza prima...con scarsi risultati. Ad un certo punto mi giro e chi scende da un furgoncino scrauso blu!? CAPAREZZA madre di dio stavo per svenire...DAL VIVO è ANCORA PIù FIGO d'obbligo saluto con bacetto e in più...GLI HO TOCCATO I CAPELLI! Oddio se non so svenuta o morta all'istante dalla felicità ho un cuore d'acciaio.
    stasera...anzi tra poche ore il concerto...LA GIORNATA PIù BELLA DELLA MIA VITA
     
     
     
            CAPAREZZA TI AMO
     
     
     
    p.s. Dal vivo è ancora più fregno...mamma mia quanto mi piace...capa i love you
    February 04

    Colle Der Fomento...il cielo su Roma

    Esco di casa e ci sto dentro,
    la mia città grande quanto grande il mondo,
    a volte mi ci perdo non la conosco fino in fondo eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un vanto,
    riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi, troppi pezzi troppi palazzi,
    mille facce mille storie mille volti hai giurato ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi se lo perde per la stada ma Roma se ne frega in cambio dalla notte che ti invita
    fredda che quel freddo ti rimane a volte così calda che quel freddo te lo fa scordare,
    così viziata e vissuta nello stesso tempo insegna quante volte c'hai da esse svelto
    troppe volte ha visto l'amore fasse rosso su una lama de cortello ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant'è bello,
    viettelo a vedè dall'alto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida
    darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.
    E' nella testa
    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    restano le mejo stelle solo le mejo che dà
    E' nella testa
    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.
    Nato in mezzo al fiume della mia città nel cuore della mia città chi nasce qua qua ci resta, la gente vive nel posto nel quale abito intorno a me ma non ne vive neanche un attimo,
    n'adà passà d'acqua sotto sti penti prima che si risolvano e ritornino i conti quante ne ho viste vissute o ne ho fatte sotto questo cielo giorno e notte,
    l'ho attraversatata col motorino da parte a parte o in matropolitana sotto il suolo sottostante,
    la sua forma è la mia forma,
    la Roma di chi se ne va ma che tanto poi ritorna,
     tanti scenari da film per chi si ama quante fontane per bere in ogni angolo di Roma negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci avevamesso il centoquaranta i ciaetti che facevano una piotta e trenta e sotrie del genere le cose grosse più le piccole per crescere,
    in mezzo a questo sotto questo cielo vivo ed un motivo ce sta se lo scrivo.
    E' nella testa
    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    restano le mejo stelle solo le mejo che dà
    E' nella testa
    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città
    Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti,
    le borgate la periferia i palzzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi,
    nei cortili qualcuno sta vendendo qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo,
    la Roma dei romani de Roma de chi la vede pe la prima e ce se innamora la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega
    il fronte i fasci
    il forte gli autonomi
    le situazioni brutte di notte stazione termini il bionno tevere
    il cielo sopra Roma che non smette mai de vivere.
    E' nella testa
    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    restano le mejo stelle solo le mejo che dà
    E' nella testa

     

    Semplicemente stupenda...questa è Roma


    tutto qua tutto qua
    comunque resta
    tutto qua tutto qua
    E' nella testa
    tutto qua
    tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città